Nei nostri studi il cambiamento dovrebbe essere un atteggiamento costante, come peraltro in tutte le organizzazioni del lavoro: senza cambiamento non esiste alcun progresso reale. La professione di dentista è permeata da continui cambiamenti nelle procedure cliniche, ma molto meno in quelle extracliniche perché non è facile avere la percezione dei vantaggi e benefici per tutti, team e pazienti; l’introduzione di modelli organizzativi per processi, l’attribuzione di ruoli e funzioni, nuovi approcci manageriali o un nuovo software sono sempre vissuti con sofferenza e spesso procrastinati all’infinito.

Se realizzare un processo di cambiamento fosse facile come bere un bicchier d’acqua, non ci sarebbe bisogno di una leadership efficace per realizzarlo: il cambiamento genera sempre un profondo impatto nello studio, per il titolare e per il team, e per realizzarlo serve una vera e propria cultura del cambiamento e una curva dell’apprendimento sempre ben presente nella nostra attività quotidiana.
Quello che serve realmente è la cultura della continua necessità di rinnovarsi nelle persone e nei nostri studi: un cambiamento costante. Tempo fa una paziente chiese alla team leader delle mie assistenti perché le piacesse lavorare con me e la sua risposta fu lapidaria: «Perché il dottore cambia sempre».

Le persone accettano il cambiamento con molta difficoltà e raramente riescono ad adattarsi al nuovo. Molti lo rifiutano a priori opponendo un’ostinata e tenace resistenza che produce non poche difficoltà nel raggiungimento di misure lag e misure lead.
Nel corso delle mie consulenze negli studi odontoiatrici ho visto molte volte che alcuni membri del team sembravano accettare il cambiamento, ma in seguito non erano disposti a modificare i propri comportamenti al fine di ottenere i risultati accordati e condivisi. Le persone che accolgono il cambiamento come un amico sono veramente poche.

La difficoltà per un titolare di studio è fare in modo che il cambiamento sia accettato evitando l’insorgenza dei conflitti all’interno del team, evenienza peraltro molto frequente. È essenziale conoscere a fondo le dinamiche del cambiamento per evitare evenienze negative che possono bloccarlo: diventare il primo agente del cambiamento è l’atteggiamento giusto.

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