Nella mia esperienza di consulente mi sono reso conto che esiste un solo vero nemico del cambiamento: la routine quotidiana. La maggior parte degli studi che ho visitato spendono tutto il loro tempo e le loro energie per portare avanti la quotidianità e non lasciano spazio a tutte quelle attività necessarie per operare un reale cambiamento nei comportamenti.
Sono tutti sempre concentrati sulle cose che ritengono urgenti e distolgono lo sguardo dalle cose importanti che potrebbero cambiare in meglio i risultati dello studio. Sono sopraffatti dal lavoro quotidiano e il cambiamento è sempre relegato in un angolo e ogni azione procrastinata indefinitamente.
L’urgenza di sbrigare le prestazioni segnate in agenda o qualunque altra attività dello studio prevale sempre sulle decisioni importanti da prendere e soprattutto sul farle seguire da azioni. Il lavoro quotidiano è sempre percepito come urgente e obbliga i comportamenti in un certo modo condizionando le nostre scelte, mentre siamo noi stessi a decidere gli obiettivi particolarmente importanti per noi liberandoci dalla stretta del quotidiano e quindi operare per noi stessi liberandoci dall’impatto del quotidiano
Quante volte abbiamo deciso di operare cambiamenti importanti, soprattutto nel settore extra-clinico, e pian pianino nel tempo queste decisioni si sono sciolte come neve al sole.
Certamente non possiamo ignorare l’importanza di sbrigare il lavoro quotidiano perché è quello che consente di tenere i conti in ordine, ma se rimaniamo intrappolati in questo non riusciremo mai a gestire un vero cambiamento che possa portare a risultati importanti per lo studio. Dobbiamo dedicare una parte delle nostre energie e di quelle del team al cambiamento gestito all’interno della nostra operatività quotidiana.
Dovremo operare cambiamenti importanti inserendoli nella nostra attività quotidiana, stabilendo che a volte l’importante debba prevalere sull’urgente. Troppe volte in consulenza mi son reso conto che il titolare e il team erano troppo concentrati solo sulle cose urgenti, una persona che non va oppure una lavoro da completare, e tralasciano di prendere decisioni importanti per il loro quadro del futuro.
Dobbiamo imparare a fare le due cose insieme: le cose urgenti e quelle importanti perché solo così possiamo uscire dalla mischia e dedicarci a obiettivi importanti per lo studio.

Fare focus solo sulle cose importanti: meglio su una sola cosa.

Robin Sharma ha scritto molto sulle otto discipline della leadership a cui mi sono permesso di aggiungere la nona, ovvero quella dell’ascolto attivo. L’esercizio di piccole e grandi discipline quotidiane conduce a risultati che non avremmo mai immaginato nel nostro studio.
Nelle metodologie di esecuzione delle nostre decisioni intervengono altre discipline che normano il perfetto flusso di lavoro che ci porta verso gli obiettivi definiti secondo una via retta e breve.
La prima di queste discipline si riferisce al fatto che i nostri obiettivi dovranno riferirsi unicamente a una sola cosa e a quella più importante, tralasciando tutte quelle attività che drenano energie e tempo inutilmente. Guardate la vostra agenda dell’ultima settimana e analizzate con lucidità e senza preconcetti limitanti la vostra produttività.
Lungo tutta la mia carriera difficilmente mi sono imbattuto in titolari che riuscivano a fare propria questa disciplina: sempre concentrati su lavoro quotidiano e su decine di altre attività pensate e mai portate a termine: focalizzarsi su un unico importante obiettivo è difficile concettualmente, ma estremamente redditizio sia nel management che per quanto riguarda i risultati economici.
Focalizzarsi sull’unica cosa importante da fare non significa trascurare l’operatività quotidiana perché sono le attività che ci rendono profitto, mentre fare focus sull’unica cosa importante da fare ci permetterà di migliorare nel futuro le nostre performance. Dobbiamo solo decidere quale è questo obiettivo per noi di fondamentale importanza e prendere confidenza con il concetto di priorità perché in questo modo le priorità fissano i risultati migliori per noi, per il team e per lo studio.
Tentare di dedicare le nostre energie a molti obiettivi non produce altro che risultati mediocri: il nostro compito deve essere quello di essere fortemente concentrati sul raggiungimento dell’unico obiettivo realmente importante per noi. Dedicarsi all’ampliamento di molte attività cliniche settoriali produce risultati molto frustranti.
Quali sono le ragioni per cui è così difficile focalizzarsi su pochi obiettivi o meglio su uno solo, ma importante? Certamente trovarsi ogni giorno di fronte a cose urgenti da sbrigare in studio non rende la cosa semplice, ma il più delle volte è un problema di atteggiamento verso il nuovo. Siamo noi il problema, non le circostanze e la mancata consapevolezza che per ottenere risultati diversi dobbiamo porci in modo diverso di fronte alle decisioni che vogliamo e dobbiamo prendere: la procrastinazione non ha mai prodotto risultati di alcun tipo.
Siamo portati per abitudine a riempirci la giornata di cose da fare convinti che chi più fa, più ottiene, ma come sappiamo non funziona così: se cerchiamo attività troveremo attività, ma se cerchiamo risultati troveremo risultati.
Nel tempo ho migliorato notevolmente le mie performance da quando ho imparato a rifiutare alcune attività e molte nuove idee che mi pullulavano in testa o che mi venivano suggerite dal mio team: sapere dire di no è un passaggio verso l’eccellenza.
Steve Jobs ha scritto una volta che “sono tanto orgoglioso di quello che non facciamo quanto lo sono di ciò che facciamo”. Smettere di fare cose a volte è più importante di iniziarne delle nuove.
Ha scritto tempo fa Stephen R. Covery “ Dovete decidere quali sono le vostre massime priorità e aver il coraggio, garbatamente e serenamente, di dire no a tutto il resto. E per riuscirci quello che serve è fare crescere un solo grande sì dentro di voi”.
Il focus sul nostro unico obiettivo non deve però distravi dall’esecuzione delle attività quotidiane e a questo dobbiamo dedicare una piccola parte del nostro tempo, dedicando il resto al disbrigo delle attività routinarie.
È successo molte volte nel corso delle mie consulenze che mi fosse stato chiesto da alcuni titolari di studio quale fosse la cosa giusta e importante da pianificare per migliorare le performance dello studio: la mia risposta è stata sempre la stessa, ovvero la necessità di identificare l’area clinica o extraclinica il cui cambiamento avrebbe potuto generare i risultati migliori per le loro aspettative. Per esempio, l’individuazione di alcune aree cliniche o prestazioni out of the box che potessero fare schizzare gli utili in modo molto rilevante, oppure identificare aree extracliniche il cui cambiamento potesse migliorare la produttività di tutto il team. Tutto questo naturalmente prevede un’analisi approfondita di una serie di parametri dedicati e dei comportamenti delle persone del team.
Porsi un unico obiettivo altamente performante non deve allontanarci dall’attenzione sullo svolgimento delle attività quotidiane, perché riserveremo a questo solo una parte del nostro tempo, ma questa piccola parte per la legge di Pareto, darà la maggior parte delle performance.
Nel tempo anche la quotidianità diventa più confortevole senza quel costante clima di urgenza che rende il lavoro in gruppo non confortevole e che spesso genera molti conflitti nel team. La nostra visione coinvolgente sarà sempre la nostra guida.
Tutti gli obiettivi rivolti alla realizzazione dell’unica cosa importante che dobbiamo fare, devono rispondere ai noti requisiti Smart e devo confessare che scrivere una data accanto a un obiettivo è una delle cose che vedo fare meno: la tempificazione di un obiettivo è nella natura stessa dell’obiettivo. Inoltre un’unità di misura è la sola cosa che ci permette ci capire se siamo sulla strada giusta: nessun metro, nessun obiettivo.
Uscire dalla vaghezza sulle nostre decisioni e su quello che decidiamo da fare è un asset fondamentale per le nostre strategie che possono delineare un quadro del futuro in linea con le nostre aspettative: per farlo dobbiamo fare focus sull’unica cosa giusta che sia un obiettivo molto importante per noi e per lo studio.

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